Disturbi dell’umore

Disturbi dell’umore

I disturbi dell’umore sono caratterizzati da un’alterazione dei meccanismi fisiologici di oscillazione del tono dell’umore che normalmente permettono all’individuo di adeguare le proprie reazioni alle condizioni dell’ambiente che lo circonda.

Nel caso dei disturbi dell’umore le variazioni dello stato d’animo avvengono spesso spontaneamente, sono di eccessiva entità e si accompagnano ad un’ampia gamma di sintomi che portano l’individuo a non essere più in grado di mantenere il suo normale funzionamento quotidiano. I disturbi dell’umore sono distinti in disturbi depressivi (“depressione unipolare”) e disturbi bipolari.

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Disturbi depressivi

La depressione è un disturbo molto diffuso, ne soffrono circa 5 persone su 100, e può colpire chiunque a qualunque età, anche se è più frequente che si verifichi tra i 25 e i 44 anni, ed in donne adolescenti e adulte. Chiunque ha fatto l’esperienza di sentirsi “particolarmente giù di corda”, triste, scoraggiato, più irritabile del solito, o “un po’ depresso”. Molto probabilmente non si tratta di un disturbo depressivo, ma di un calo dell’umore passeggero. La depressione clinica dura nel tempo e presenta un insieme di sintomi quali umore depresso e/o perdita di piacere e interesse per quasi tutte le attività che prima interessavano e davano piacere, tendenza all’isolamento, facilità al pianto, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), rallentamento o agitazione psicomotoria, aumento o diminuzione significative dell’appetito e quindi del peso corporeo senza essere a dieta, difficoltà di concentrazione e nel prendere decisioni.

Il sintomo soggettivo prevalente è la sensazione di essere inutile, colpevole e di avere poco valore; spesso sono presenti pensieri di morte o di suicidio, che possono andare da un vago senso di morte e desiderio di morire fino all’intenzione di farla finita con una vera e propria pianificazione e tentativi di suicidio.

Questi sintomi possono presentarsi come episodi acuti (della durata di almeno due settimane per parlare di disturbo depressivo maggiore) o come lunghi periodi di umore tendenzialmente depresso ma senza che gli altri sintomi depressivi siano particolarmente marcati o numerosi (con una durata di almeno due anni per diagnosticare un disturbo distimico).

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Disturbo bipolare

Il disturbo bipolare, definito anche Sindrome Maniaco-Depressiva, è un disturbo caratterizzato da da un “difetto” nel sistema di regolazione del tono dell’umore per cui chi ne soffre è soggetto a oscillazioni gravi e insolite del tono dell’umore e della capacità di funzionamento personali. Il tono dell’umore è variabile, instabile e indipendente dall’ambiente. Gli sbalzi d’umore alternano episodi maniacali/ipomaniacali in cui il tono dell’umore è “insolitamente alto” ad episodi depressivi, in cui il tono dell’umore si abbassa drasticamente. Talvolta può verificarsi una compresenza di sintomi depressivi e sintomi maniacali (cioè non si è né completamente depressi, né completamente in mania), con il predominio di irritabilità, ansia e irrequietezza. In questi casi, si parla di fase mista.

  • Sintomi della fase depressiva
    I sintomi della fase depressiva sono opposti a quelli delle fasi maniacali a cui spesso seguono in ordine temporale, e sono caratterizzati da umore basso, scarsa autostima, tendenza al pianto, anedonia, mancanza di energie, disturbi del sonno, ridotto desiderio sessuale, incapacità a concentrarsi, irritabilità e persistono per almeno 2 settimane.
  • La fase maniacale o ipomaiacale
    La fase maniacale si presenta generalmente in modo piuttosto eclatante, con un tono dell’umore percepito dagli altri come insolito ed eccessivo, con comportamenti disinibiti, mancanza di controllo nello spendere il denaro o nel prendere decisioni importanti, sensazione di energia “straordinaria” e infaticabilità, allegria, capacità di iniziare molte azioni contemporaneamente senza riuscire a portarle a termine, comportamenti aggressivi e impulsivi che possono portare a gravi conseguenze lavorative e personali, iper-attenzione unita ad un’estrema distraibilità, irrequietezza, irritabilità, ridotto bisogno di sonno, mancanza di giudizio, considerazione irrealistica delle proprie capacità, aumento del desiderio sessuale, abuso di sostanze, sensazione che “i pensieri corrano tanto veloci da non riuscire a stargli appresso”. Si può parlare di episodio maniacale se i sintomi persistono per più di una settimana. L’ipomania, è uno stato alterato dell’umore meno intenso rispetto alla mania. E’ necessario, tuttavia, differenziare l’ipomania dalla felicità, in quanto la prima non ha una causa precisa, è percepita dagli altri come inusuale, si presenta con instabilità del tono dell’umore ed in genere è preceduta da una fase depressiva.

Non bisogna confondere quelli che comunemente sono definiti “alti e bassi” dell’umore, che ognuno di noi può sperimentare nel corso della propria vita, con le severe manifestazioni del disturbo bipolare, che possono, invece, compromettere gravemente il funzionamento sociale e lavorativo della persona e causare gravi danni a chi ne soffre e a chi gli è vicino.

 

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